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Editoriale: La valutazione delle competenze per la certificazione: il progetto BRICKS tra certificazione pubblica e certificazione privata a fronte di norme tecniche

13/10/2016 |


Il percorso che BRICKS ha sviluppato è costituito sia da metodi che da strumenti che permettono di promuovere un sistema di qualificazione e/o di certificazione delle figure che operano per il miglioramento della performance energetica degli edifici e che pertanto riguardano sia l’involucro sia l’impiantistica.

 

I profili prevedono la definizione di:

  • requisiti professionali,
  • standard per la progettazione e realizzazione di percorsi formativi innovativi da svolgersi in cantiere
  • dispositivi per la valutazione e la verifica delle competenze che può essere di base per la valutazione delle competenze acquisite in contesti formal/non fomal/informal,

 

L’intero sistema messo a punto da BRICKS, permetterà di accertare e, quindi, garantire la qualità delle prestazioni lavorative e professionali rese dagli operatori certificati rispetto agli standard richiesti.

 

L’impostazione del progetto ha tenuto conto che, a fronte di questa prospettiva logicamente unitaria soprattutto dal punto di vista del lavoratore/professionista e delle imprese che intendono qualificarsi, i sistemi ed i dispositivi di qualificazione generalmente (ovvero nei diversi  settori di attività) attengono a due “mondi”, quello pubblico istituzionale e quello privato, sostanzialmente separati, ovvero rispondenti ad istanze diverse e senza riferimenti condivisi: il sistema dei titoli di istruzione e formazione (statale e regionale) passa per processi di apprendimento in contesti formal (l’istruzione e la formazione nelle sue diverse articolazioni) da una parte ed il sistema di certificazione volontaria delle competenze a fronte di norme tecniche dall’altra. Le diverse linee di attività del progetto sono state sviluppate cercando di “tenere insieme” questi due “mondi”, ovvero prendendone in carico le esigenze, studiandone le caratteristiche in termini di procedure, regole, vincoli, al fine di definire dispositivi di qualificazione reciprocamente affidabili per i due sistemi.

 

Quella che in avvio di progetto appariva come una “missione” se non impossibile, sicuramente complessa per la diversità degli attori da coinvolgere, dei contesti nell’ambito dei quali costruire e sviluppare “fiducia” reciproca, in realtà col tempo si sta rivelando una scelta lungimirante, dal momento che, soprattutto nel sistema di qualificazione istituzionale pubblica, il passaggio “storico” da un diritto alla formazione ad un più ampio diritto all’apprendimento lungo tutto il corso della vita ed al riconoscimento degli apprendimenti comunque acquisiti - quale fondamentale diritto di cittadinanza, sancito dalla L. 92/2012 e dal D.Lgs. 13/13 - ha posto le basi affinché  anche nei sistemi e servizi pubblici di istruzione formazione e lavoro si realizzi quel cambio di paradigma che l’Europa sollecita dal 2000 per la costruzione di una società fondata sulla conoscenza e sulla qualificazione del capitale umano.

 

Di fatto, la prospettiva del diritto individuale all’apprendimento costituisce il terreno di convergenza dei due “mondi”: la qualificazione intesa come processo che rende certo ed attribuisce valore al possesso delle competenze previste da uno standard di prestazione (la conformità), fornendo quindi la garanzia della qualità delle prestazioni realizzate.

 

Per “dare gambe” al sistema nazionale di certificazione pubblica – inteso come l’insieme dei soggetti e dei servizi per riconoscere e rendere spendibili nel mercato del lavoro le competenze acquisite dalle persone attraverso la formazione, attraverso le attività della vita quotidiana e attraverso il lavoro -  gli standard di sistema, di processo e di attestazione definiti dal D.Lgs. 13/13 sono stati declinati da Regioni e Provincie autonome, di concerto con il MLPS e il MIUR (soggetti che il Decreto individua tra quelli titolari della funzione pubblica di certificazione) in livelli essenziali delle prestazioni, ovvero in procedure, requisiti strutturali, organizzativi, professionali per la realizzazione dei processi di individuazione, validazione e certificazione delle competenze nel rispetto dei principi di oggettività, terzietà, indipendenza e collegialità delle attività di valutazione.

 

Una rivoluzione rispetto ad un approccio che nel sistema istituzionale di qualificazione aveva sempre puntato alla qualità del processo e dei soggetti preposti alla formazione delle competenze (nell’ambito appunto dei diversi livelli ed ordinamenti dell’istruzione e dei canali della formazione), e che adesso prende in carico anche la valutazione di competenze apprese in contesti non formali ed informali, ovvero al di fuori dei sistemi di education, in coerenza con il principio della pari dignità degli apprendimenti  conseguiti in contesti formali (sistema dell’education) ed in quelli informali/non formali. Una prospettiva unitaria che permette di recuperare l’unitarietà della persona che in momenti diversi e in contesti diversi acquisisce, sviluppa, specializza le proprie competenze e richiede di poterle valorizzare attraverso l’attribuzione di un “valore” riconosciuto socialmente, soprattutto in ottica di migliore e maggiore spendibilità nel mercato del lavoro. Si innesca, così, un circolo virtuoso in cui il mercato del lavoro stesso vede innalzare i livelli di qualificazione del capitale umano con una ricaduta sulla qualità delle performance aziendali e della competitività.

 

Questo approccio unitario sta alla base anche della istituzione del Repertorio nazionale dei titoli di istruzione e formazione professionale e delle qualificazioni professionali, prevista dal  D.Lgs. 13/13 quale “contenitore” unico delle diverse certificazioni rilasciate in Italia, ivi comprese le certificazioni di persone sulla base di norme UNI da parte di organismi di certificazione accreditati da Accredia. 

Non si tratta di omologare né di unificare ope legis le valenze delle attestazioni rilasciate, restando però completamente separati  i due sistemi, piuttosto, la norma (unica in tal senso in Europa) apre concretamente la strada alla definizione dei punti di raccordo minimi tra i due sistemi, nel rispetto delle prerogative di ciascuno, ma con l’obiettivo ultimo – fondamentale – di permettere alla singola persona di distinguere le diverse valenze delle certificazioni rilasciate in relazione alle proprie esigenze di qualificazione (per entrare nel mercato del lavoro, per migliorare il proprio posizionamento professionale, per valorizzare sul mercato le proprie competenze specialistiche).

 

Pertanto, la sfida affrontata in questa ultima fase del progetto  BRICKS - dopo aver definito standard professionali (i requisiti inseriti nelle norme tecniche) confrontabili rispetto a quelli utilizzati dalle certificazioni del sistema pubblico (in primis i Repertori regionali) ed, aver elaborato standard comuni per la formazione delle competenze - è quella di arrivare a definire un set di riferimenti minimi che possano essere condivisi sia nel sistema delle certificazione pubblica, sia in quello della certificazione a fronte di norme tecniche. Un dispositivo di valutazione quindi che:

  • sia applicabile per valutare l’effettivo possesso delle competenze tecnico-professionali attinenti l’efficientamento energetico, sia che esse siano state acquisite attraverso la formazione, sia che esse siano l’esito dell’esperienza, ovvero di processo di apprendimento non intenzionali;
  • sia ritenuto affidabile per entrambi i sistemi in quanto fondato su standard (procedurali, organizzativi, professionali) condivisi.

 

E’ evidente che per individuare tali standard è necessaria un’analisi (attualmente in corso) delle caratteristiche ed i requisiti dei processi di valutazione previsti dai due sistemi:

  • EN ISO/IEC 17024:2012; ISO/IEC 17000
  • D.Lgs. 13/13; D.I. 30 giugno 2015.

 

Occorre poi prevedere una fase di sperimentazione dell’ipotesi di dispositivo messo a punto, al fine di apportare aggiustamenti ed arrivare ad un consolidamento che ne consenta un utilizzo su larga scala.

 

Considerando lo stato di avanzamento della riforma intervenuta nel sistema delle certificazioni pubbliche, BRICKS potrebbe con questa attività fornire un’opportunità interessante di sperimentazione, un terreno concreto su cui avviare quelle “prove di dialogo” tra sistemi che non solo le norme, ma soprattutto la realtà del lavoro e le esigenze di lavoratori e imprese impongono. 

 



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