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Focus: PRIMA BOZZA del Policy Paper del progetto BRICKS. Una manifestazione di impegno per nuove politiche di formazione professionale in ambito energetico

13/10/2016 |


Le urgenze economiche, sociali e ambientali sono oggi, forse più che mai, fortemente interconnesse. Considerando la crisi economica, i prezzi dell'energia, in Europa in generale e in Italia in particolare, sono diventati un peso per le famiglie, e sono causa di bassa competitività per le PMI. Inoltre gli scienziati concordano sull’impatto che i gas serra hanno sul clima e sull’ambiente e i rappresentanti delle nazioni del pianeta, recentemente incontratisi a Parigi, ne hanno dovuto prendere atto impegnandosi ad intervenire per ridurne gli effetti. Di conseguenza, esiste un ampio consenso sulla necessità di sviluppare nuovi modelli economici e standard di vita fondati sull'efficienza energetica e sull’uso diffuso delle fonti rinnovabili di energia. 

L'Unione europea si è dotata di modelli comuni, da adottate per raggiungere l'ambizioso obiettivo di un aumento dell'efficienza energetica del 20% entro l’anno 2020. Gli edifici, una delle due principali fonti di consumo energetico, devono essere considerati come una priorità per conseguire tale riduzione. Questo è il motivo per cui l'UE richiede che tutti i nuovi edifici negli Stati membri siano "a energia quasi zero" entro la fine del 2020, mentre si richiede, soprattutto alle pubbliche amministrazioni, d’intervenire sugli edifici esistenti per ridurne i consumi. Ora, l'area del Mediterraneo, ed in particolare l’Italia, è drasticamente in ritardo per quanto riguarda il raggiungimento di tale obiettivo.

In questo contesto, l'efficienza energetica è indissolubilmente legata allo sviluppo delle energie rinnovabili, in quanto solo la loro combinazione permetterà di raggiungere questi obiettivi.

L’impatto potenziale di efficienza energetica negli edifici esistenti ha una risonanza specifica nello spazio del Mediterraneo, caratterizzato da una crisi economica più forte e una popolazione, in alcuni casi, più povera che nel resto dell’Europa. Inoltre l’importante patrimonio edilizio esistente e le condizioni climatiche più miti, sono un ostacolo alla diffusione delle tecnologie per il risparmio energetico sul riscaldamento, mentre aumenta di anno in anno la richiesta di condizionamento estivo e pertanto di nuove tecnologie. Le pompe di calore collegate ad impianti fotovoltaici, ad esempio, possono diventare una peculiarità del patrimonio edile italiano, così come i cappotti termici devono includere la necessità d’isolamento sia per il periodo invernale che estivo.

Gli edifici offrono quindi un importante potenziale di risparmio energetico, tuttavia il patrimonio esistente è caratterizzato da bassi tassi di ristrutturazione che sono di 2-3 volte inferiori rispetto al tasso medio di ristrutturazione energetica nel nord dei paesi europei.  Ciò è vero soprattutto per gli alloggi a basso reddito, che rappresentano circa il 40% dello stock totale dell’area mediterranea.

Intervenendo sul solo target dell’edilizia pubblica, e in particolare sulle abitazioni della popolazione a basso reddito, si contribuisce a benefici economici e sociali notevoli; è stato stimato che 1 milione di € di investimenti in ristrutturazione di tali tipologie di abitazioni creerebbe 19 posti di lavoro diretti, la maggior parte dei quali locali e non trasferibili.

 

Tuttavia ci sono diversi ostacoli che impediscono lo sviluppo di questo mercato. Tra questi ostacoli se ne evidenziano due in particolare:

  1. l’assenza di politiche riguardante la riqualificazione energetica dell'edilizia sociale, sia pubblica sia privata, attraverso specifiche linee di credito e i fondi FESR. In particolare gli “alloggi a basso reddito” si caratterizza per la numerosità delle abitazioni private che beneficiano di ridotti sostegni pubblici per lavori di ristrutturazione in quanto, come proprietari privati, sono "difficili da raggiungere" dalle politiche esistenti così come evidenziato dal progetto strategico ELIH-Med (www.elih-med.eu). 
  2. l’assenza, come peraltro indicato sia dalla direttiva sulla promozione delle fonti rinnovabili d’energia sia da quella sulla performance energetica degli edifici, di un sistema nazionale di certificazione o qualificazione equivalente che assicuri la competenza di chi opera nel campo della riqualificazione energetica degli edifici. Ciò, legato all’assenza di un registro unico di quanti operano nel settore, comporta la difficoltà di promuovere le nuove tecnologie sia nel settore delle rinnovabili sia nel settore degli interventi di efficientamento dell’edificio, oltre ad una difficoltà, da parte degli utenti finali, di essere rassicurati sul ritorno d’investimento certo, in termini di riduzione delle bollette e aumento del comfort.

 

Per sfruttare il potenziale risparmio energetico derivante dal parco edilizio occorre che i due ostacoli sopra descritti siano rimossi e che le loro soluzioni diventino un obiettivo prioritario nelle politiche nazionali e regionali. 

 

Gli obiettivi del Policy Paper

I partner del progetto BRICKS, congiuntamente a quelli Associati, intendono presentare i risultati e le lezioni apprese dalle loro esperienze sul campo, per contribuire a definire una strategia condivisa che porti un reale valore aggiunto alle politiche che decisori politici proporranno. Il presente documento, ha inoltre lo scopo di rafforzare il legame tra le iniziative di cooperazione territoriale in materia di efficienza energetica negli edifici, le politiche pubbliche e l'accesso a nuove fonti di finanziamento.

I partner di BRICKS, attraverso azioni pilota già avviate, propongono strategie innovative da replicare, al fine di promuovere l'efficienza energetica e le energie rinnovabili attraverso l’impiego di personale che dimostri di avere acquisito, in percorsi formali, informali o non-formali, tutte le competenze richieste dal nuovo mercato del lavoro dell’efficientamento energetico ivi incluso l’installazione d’impianti con fonti rinnovabili di energia.  I partner di BRICKS rappresentano complessivamente quasi cento entità che comprendono agenzie per l’energia nazionali e regionali, regioni, province, comuni, sistema camerale, reti di produttori e d’installatori, enti di formazione, enti di normazione, accreditamento, organismi di certificazione, ecc..

L’obiettivo principale è quello di rivolgersi contestualmente alle amministrazioni centrali e regionali in modo da assicurare un’azione sinergica atta necessariamente a influenzare contemporaneamente le politiche della riqualificazione energetica degli edifici e le politiche della qualifica/certificazione di chi è coinvolto in tali processi. 

 

I contenuti del Policy Paper

Il policy paper è strutturato in cinque sezioni che approfondiscono i seguenti temi.

  1. La lettura del quadro legislativo ed i diversi programmi / fondi a sostegno dell'efficienza energetica degli edifici.
  2. Gli ostacoli da rimuovere per riqualificare i lavoratori e quindi introdurre innovazione nell’intero settore edilizio, che è caratterizzato, soprattutto nel nostro paese, da microimprese che lavorano con tecniche molto tradizionali.
  3. Nuovi strumenti da adottare per promuovere la riqualificazione di circa tre milioni di lavoratori del settore edilizio.
  4. Suggerimenti per riqualificare i lavoratori già occupati nel settore edilizio attraverso politiche integrate di promozione dell’efficienza energetica su vasta scala.
  5. La diffusione di nuovi trend che si stanno affermando in Europa nel campo della formazione quali: “Mutual recognition of skills”(MRF), “cross-craft understanding” (CCU) e “building information modelling” (BIM).

 

Tutte le parti interessate a livello nazionale e regionale devono condividere le loro responsabilità, al fine di colmare le lacune del sistema attuale; devono inoltre, anche con il supporto di BRICKS, favorire il recupero delle regioni che hanno operato più lentamente sui settori interessati dal progetto in modo che le stesse possano recuperare il terreno sulla scia dell’operato delle regioni più attive. È per questo che i partner propongono un impegno specifico d’integrazione dei due aspetti chiave sopra esposti e che prevedono una governance multilivello e strategie condivise a livello nazionale e regionale per migliorare la ristrutturazione energetica degli edifici, attraverso la riqualificazione con chi opera nel settore. Infine, il presente documento di policy mira ad allinearci con il resto dell’Europa, ma soprattutto con i paesi del nord Europa dove la mano d’opera del settore edile raggiunge dei livelli di specializzazione che per l’Italia sono attualmente poco diffusi per non dire assenti. L’allineamento delle regioni italiane su questo tema specifico permetterà di adeguare il sistema della formazione professionale in ambito edile agli altri paesi UE e consentire all’Italia di giocare un ruolo propositivo anche  a livello europeo.

 

 

 



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